Storia

 

Limbadi è un comune italiano della Provincia di Vibo Valentia della Regione di Calabria. 
I suoi abitanti sono chiamati i limbadesi.

Il nome

Limbadi: Deriva dal greco libadion, ossia pianura con la successiva trasformazione della "n" in "m". Secondo un'altra ipotesi si riferisce al nome di famiglia Limbos con l'aggiunta del suffisso -adi.

Probabilmente, il paese deve il suo nome alla forma delle colline che lo circondano, che ricordano la limba, recipiente di pietra usato per l’alimentazione degli animali.

Il territorio circostante
Nelle vicinanze dei comuni di Nicotera, Rombiolo i Rosarno, Limbadi è situata a 17 km al Sud-Ovest di Vibo Valentia la più grande città nelle vicinanze.

 

Località e Frazioni di Limbadi

Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro, San Nicola De Legistis, località Badia

 

Comuni Confinanti

Candidoni (RC), Nicotera, Rombiolo, San Calogero, Spilinga


Le Origini

La storia di Limbadi s’innesta su quella di Motta Filocastro, sede dell’antico comune. 

Le origini di Limbadi sono incerte, ma si suppone che il primo borgo abitato sia stato fondato dopo l'XI sec. come villaggio annesso al più antico centro di Motta Filocastro. Sull'origine di quest'ultima non ci sono notizie certe. 

Alcuni affermano che furono i Locresi a fondare la città, in epoca magnogreca, altri da Annibale ecc...

In altri documenti, inoltre, si afferma che Motta è stata costruita dagli stessi abitanti di Nicotera dopo che la città fu distrutta dall'emiro Hasan-ibu-Alì (950 d. C.). 

 

In quell’epoca delle famiglie perbene, quali i Cafaro, i Massara e i Vinci, si sono insediati nella campagna di fronte a Motta...

Il piccolo villaggio divenne negli anni più popolati di Motta, tanto che i nobili del posto si diedero da fare per ottenere l’autonomia comunale, vista anche la disponibilità dimostrata dal Re Borbone  che finanziò  una nuova chiesa parrocchiale.

Il nucleo abitato assunse la fisionomia di un centro medievale con imponente cinta muraria e castello.  

Purtroppo però, nel 1783, il comune fu distrutto dal terremoto.

Ricostruito con un vero e proprio piano regolatore - il primo dopo il sisma – Limbadi divenne il centro decisionale della vecchia università di Motta.

Quest'ultimo risulta già distrutto in un testo del 1838. 

Il Medioevo
Vari furono i Feudatari tra cui: Nanno Scaglione (nel 1414), Covella Ruffo (nel 1442), suo figlio Marino Marzano, Tommaso Calatauth (nel 1506), il duca di Monteleone Ettore Pignatelli la cui famiglia mantenne la proprietà fino all'abolizione della feudalità (1806).  

 

La richiesta d’Autonomia

Con una legge del 19 gennaio 1807 il re di Napoli Napoleone Bonaparte elevò Limbadi ad Università nel governo di Nicotera.

Chiese l’autonomia già nel 1790, mentre con un decreto del 4 maggio 1811, però, retrocesse il paese a frazione di Motta Filocastro. 

Limbadi ottenne l'autonomia il 1 gennaio 1830 con un decreto emanato dal re delle Due Sicilie Francesco I. 

 

Gli Uomini Illustri 

Di Limbadi molti furono le famiglie e gli uomini Illustri, in modo particolare l’illustre critico letterario Giuseppe Citanna, assai apprezzato da Benedetto Croce. 
Nacque il 4 luglio 1890 da Ferdinando e Paolina Massara. Trascorse la sua fanciullezza tra Catanzaro e Limbadi, trasferendosi prima a Montaleone (oggi Vibo Valentia ) e poi a Messina. Il terribile terremoto del 1905 distrusse la sua abitazione e Giuseppe con gli altri membri della famiglia rimase intrappolato tra le macerie, ma si salvò dopo un ricovero presso l'ospedale di Catania...

 

Nel 1908 si trasferì a Napoli dove si dedicò agli studi letterari e agli spettacoli teatrali. Nel 1914 si laureò in Lettere e cominciò ad insegnare letteratura italiana a Napoli e presso l’Università statale di Milano. Tra il 1933 e il 1934 tenne un corso di letteratura italiana a Rio de Janeiro, dopo si spostò all’ Univesità di Cagliari e poi a Trieste dove morì il 6 giugno 1978.

Tra le sue numerosissime opere sono da ricordare la raccolta “ Lavinia “ (23 liriche scritte tra il 1916 e il 1920), il testo “La poesia d’Ugo Foscolo”, il saggio storico-critico “ Il Romanticismo e la poesia italiana  dal Parini al Carducci” e la scelta commentata delle opere di Lorenzo de’ Medici e del Poliziano.

 

Dell’operosa famiglia Pelaia è da ricordare l’avvocato e poeta Giuseppe Pelaia, autore delle opere “Vento di tramontana “ e “Rimas al viento”.

Nel campo della medicina si distinsero il chirurgo Giuseppe Antonio Saladino (4 marzo 1884- 10 maggio1922) e il  dottor Bruno Vinci che si rese benemerito cittadino della città di Nicotera lasciando i suoi beni per la fondazione dell’attuale  istituto classico.

 
L'economia basata sull'agricoltura e Artigianato.

Limbadi ha un’ottima posizione geografica che permette ai cittadini di raggiungere in breve tempo sia il mare sia la montagna. 
Il centro abitato, con le sue cinque frazioni, occupa una vasta area circondata da distese d’ulivi, vigneti e agrumeti. Il cuore del paese è Corso Umberto I che, insieme alla traversa intitolata al Principe di Piemonte, è completamente lastricato in pietra lavica portata dall’Etna negli anni Trenta del Novecento.

 

L’ economica limbadese è basata soprattutto sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame. 
Si produce un Ottimo Pecorino e Formaggio di Vacca, un  olio extravergine d’oliva eccellente di gran qualità, così come anche la Soppressata di Limbadi, un’altra prodotto di nicchia che sta spopolando in giro per l'italia.
Da segnalare anche la Produzione della Pasta Artigianale come anche la produzione d’Uova fresche, l’ azienda titolare esporta in tutta l'Italia.
Altro prodotto agricolo fondamentale sono gli agrumi e limoni, alberi sempre verdi che dipingono i terreni e profumano l'aria circostante...


Importante  è  la produzione viticola, ricordiamo che Limbadi ed i suoi Terreni sono propizi per i vitigni pregiati al quale ne rendono il sapore fruttato e dolce.

Il fiore all'occhiello è la nota la distilleria Caffo che produce il rinomato “Amaro del Capo”, il Liquorice, il limoncello di Limbadi e molti altri prodotti Distillati ricevendo anche numerosi riconoscimenti a livello Internazionale...


Il Turismo 

Il turismo, prettamente estivo, è legato al rientro degli emigrati e alla vicinanza con Nicotera, ma ciò nonostante tutto Limbadi detiene d’alcune strutture Alberghiere il  “Club Feudo Montalto”, un campo da golf internazionale a nove buche, l'Agriturismo La Falconiera e B&B Mazzeo nel centro storico di Motta.

Il Sociale e il rapporto con la Religiosità 

Per quanto riguarda il sociale da segnalare un'importante centro raccolta sangue AVIS cui i cittadini di Limbadi sono fortemente legati e collaboratori, così come anche il Banco Alimentare e la Casa di Carità che opera sul territorio dal 1946 e ospita numerose anziane.

Da qui a poco sarà aperta un'importante Casa e Centro per Ragazze Madre voluto e finanziato dal sig. Massara ed gestito dalle Suore Ancelle del Buon Pastore di Cosenza.

Da anni a Limbadi si svolge il Grest, ove gruppi d’Animatori si prestano al servizio di Bambini per giochi e divertimenti, come pittura, disegni ecc...    

 

Non poteva mancare la tradizione religiosa, infatti, ogni anno, a Limbadi, in onore di San Pantaleone, il 27 luglio si svolge una spettacolare processione che dura 5-6 ore, una processione dove provenivano molte altre persone d’altri paesi ad ammirare la liquefazione della Santa Reliquia di San Pantaleone M.M....
 

La mitica Sagra del Contadino

La prima domenica d’Agosto si svolge una delle sagre più rinomate della Calabria, la prima sagra risale nel 1987, da allora è stato un gran successo!

Gli intervenuti potranno degustare le seguenti pietanze della terra di Calabria: Pasta i casa (strangugghi cu' sucu di carni di crapa e di maiali) Pitta china, Surijaca 'nta pignata,  Patati e pipi arrustùti, frittata ca' cipujia, Milingiàni fritti,   Suppressàta e satìzzi arrustùti, Bruschètti cu' ogghiu d'oliva, Frittelli,  Casu, Muzzarelli, Ndujia, 'Nzalata cu pumadoro, Tonno e cipuja, e pe finiri vinu russu i magghijaccu Limbadi.
Durante la serata saranno offerti: Nuciri, Pastelli, e l'ineguagliabile Amaro del Capo. 

 

Il Gruppo Folk i Calabriselli
Limbadi è conosciuta anche per i canti e le tarantelle del gruppo folk “I Calabriselli”. 

Il Gruppo nasce nel 1975 in seno al Circolo Culturale “Upanisad”, da un'idea della Sig.ra Margherita Campanini Braghò e Antonio Messina, Artista limbadese; in seguito assume una propria identità; dal 1977 ad oggi è ufficialmente affiliato alla F.I.T.P. (Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Ente Nazionale a Finalità Assistenziali.

 

 

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